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venerdì 1 dicembre 2017

Il Giorno Perfetto è ...

"Tutti vorremmo avere un giorno perfetto, e spesso, quando capita, lo diventa per qualcosa di molto piccolo che ci rallegra enormemente." E' questa la premessa che accoglie chi visita la nuova pagina Facebook che gestisco con Sergio Algozzino, un autore affermato che ha pensato bene di coinvolgermi in questo suo progetto. Un'iniziativa senza troppe pretese, genuina come i contenuti che propone. Volete dare un'occhiata? Basta un click!

Su Facebook: 



Su Wordpress: 


E su altri social: 








 
Ho disegnato anche delle proposte che ci hanno fatto diversi utenti che ci seguono su Facebook, mi piacerebbe la cosa diventasse più interattiva e coinvolgere utenti anche dalla realtà dei blog. Quindi, per voi qual è il giorno perfetto? Scrivetelo nei commenti e le proposte più interessanti saranno realizzate.

venerdì 6 ottobre 2017

Inktober

Cosa significa Inktober? Il termine deriva dall' unione delle parole Inchiostro/Ink e Ottobre/October.

Da dove nasce l'Inktober?  L'inktober fu un'idea di Jake Parker, il quale nel 2009 ideò questo gioco. Il gioco consiste nel disegnare e inchiostrare per tutto il mese di Ottobre.

Qual è lo scopo del gioco? Avere costanza. Disegnare tutti i giorni e condividere i propri progressi sui vari social. Sperimentare nuove tecniche d'inchiostrazione o rilassarsi facendo ciò che ci riesce meglio disegnare. Confrontarsi con gli altri artisti ma sopratutto, divertirsi.

L' Inktober è già cominciato e potrete vedere i miei disegni su:
Ci sono artisti che spendono molte energie in questo gioco e ognuno è libero di approcciarsi come meglio crede. Considerando la mole dei miei impegni, il lavoro, un pò di meritato svago e la mia capacità di gestire tutto ciò preferisco dedicare cinque, dieci minuti al massimo per ciascun disegno perchè altrimenti non riuscirei a completare il mese con serenità. E ciò che finora è venuto fuori non mi sembra malaccio.














sabato 8 aprile 2017

"Il piccolo Caronte"



Autori: Sergio Algozzino, Deborah Allo
Titolo: Il piccolo Caronte
Casa Editrice: Tunué
Collana: Prospero’s Book
Prezzo: € 16,90 
Anno edizione: 2017
Formato: 19,5 x 27 , 144 pagine, cartonato a colori 











La morte ha sempre affascinato l'essere umano e in qualsiasi epoca, cultura e religione da sempre c'è una figura sempre pronta ad accoglierci per accompagnarci nel mondo ultraterreno: lo psicopompo. Nella religione greca e nella religione romana, questa guida veste i panni di Caronte.
Nell'Eneide di Virgilio Caronte è un'entità neutrale, non giudica gli uomini ma si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno. Invece nella Divina Commedia di Dante Alighieri, Caronte è un bieco esecutore della volontà divina, è crudele, non ha scrupoli e maltratta le anime dannate.
Ne Il piccolo Caronte di Sergio Algozzino è Caronte stesso a presentarsi al lettore: lui non esegue un lavoro, lui ha un ruolo!



"Il lavoro è uno strano modo che avete per obbligare qualcuno a fare qualcosa in cambio di qualcos'altro. Il ruolo è invece ciò che sei sempre e comunque. 
Io sono Caronte e il mio ruolo traghettare le anime. 
Conoscendo i vostri limiti nel vocabolario, ho evitato di dire che sono lo psicopompo dell'Oltretomba, termine che al massimo può suscitare qualche risatina ignorante. 
Sono una specie di superstar."


Ma Caronte scompare e l'Oltretomba non può rimanere senza qualcuno che scorti le anime dei defunti. A prendere il suo posto perciò sarà il piccolo Mono, suo figlio. Un bambino spensierato che non ha per niente voglia di sostituire il padre e assumersi una tale responsabilità.
Ma volente o nolente, Mono deve abbracciare il suo destino, anzi il suo ruolo. Mono deve compiere un viaggio, superare delle prove, conoscere delle persone che lo aiuteranno a capire chi  è e chi deve diventare.





La canzone di questo videoclip si intitola "Caronte" ed è scritta ed eseguita da Sergio Algozzino, nonchè sceneggiatore di questo fumetto. A me piace davvero molto e l'ho ascoltata leggendo le ultime pagine del fumetto. Tra l'altro sul canale Youtube di Sergio, Memorie a 8 bit - Ukulele Man potete trovare altre sue chicche.


ADORO i temi trattati e il modo in cui vengono trattati in questa storia: il senso della responsabilità, la curiosità di scoprire nuove realtà, la consapevolezza di se stessi e di come va avanti il mondo, i filtri attraverso i quali si osserva il  mondo malato in cui viviamo. Il tutto incalzato da una narrazione fluida, dalla non troppo sottile ironia dello sceneggiatore e dagli eccezionali disegni di Deborah che sublimano il tutto. La spontaneità del suo tratto e i colori eterei sono qualcosa di ammirevole, ben realizzato. Deborah ha un approccio al lavoro davvero singolare. Sono molto contenta di osservare la loro crescita nell'ambiente del fumetto.



 


Nel video potete ammirare lo stupore e l'emozione della disegnatrice nel vedere per la prima volta il fumetto nel quale ha investito tutte le sue energie. Potrete notare la soddisfazione di vedere il proprio lavoro bello che finito! 


Trovate Il piccolo Caronte nelle librerie e nelle fumetterie della vostra città oppure basta cliccare qui per ricevere a casa vostra questo gioiellino che certamente impreziosirà il vostro scaffale.


Se volete invece contattare gli autori di questo fumetto vi suggerisco le rispettive pagine Facebook:




Per concludere, un umile omaggio realizzato da me :-)




Mono in compagnia della moira Cloto, interagisce con l'anima di uno spermatozoo. Avete letto bene! L'anima di uno spermatozoo. L'Oltretomba ne è pieno! Potrà sembrare imbarazzante ed equivoco, ma in realtà nel fumetto si tratta di un passaggio tenero e tutt'altro che ridicolo o volgare.

Fumetti, che passione!

sabato 23 febbraio 2013

Taglia e cuci


Titolo originale : Broderies
Autore: Marjane Satrapi
Traduzione: Daniela Papa
Lettering: Nadège Vainas
Adattamento e impaginazione: Marzia Lorusso
Casa Editrice: Rizzoli Lizard
Formato: Brossurato, 140 pagine b/n
Prezzo: € 13,00

Un pomeriggio tra signore. Ecco cos’è Taglia e cuci. Marjane Satrapi stavolta ci offre l’opportunità di assistere indisturbati ad una chiacchierata tra comari. Nello spazio confidenziale e solidale del salotto, da cui l'uomo è rigorosamente escluso, queste donne si scambiano opinioni spassionate, pettegolezzi  vivaci e confidenze riguardo la vita, la sfortuna, le delusioni, il matrimonio, l’amore e il sesso.  Fuori,donne oppresse dalla società e vittime di un regime rigido e maschilista; invece a casa Satrapi, donne appartenenti a generazioni diverse che si scrollano di dosso le scomode convenzioni sociali, per sputtanare con tagliente ironia la meschinità e le debolezze del sesso opposto.



Ho letto Taglia e cuci dopo Persepolis. Passare da Persepolis a Taglia e cuci è stato in un primo momento … deludente. Adesso spiego le mie ragioni. Chi ha letto Persepolis ha certamente simpatizzato per la nonna di Marjane; ecco,io ho ingenuamente abboccato all’amo che la copertina di Taglia e cuci mi tendeva. Vi è infatti ritratta la mamie di Marjane in gioventù, quando era una femme fatale,circondata dagli uomini della sua vita, e io ero così entusiasta all’idea di leggere una storia ispirata dalla vita amorosa di una donna così …così! A 19 anni dopo aver letto e riletto Persepolis non nutrivo dubbi sul talento di Marjane Satrapi, ma solo dopo aver acquistato il libro a fumetti, ho realizzato che di altro si parlava; o meglio, la storia non è incentrata sul passato della nonna, piuttosto,è del taglio e cucito che si parla, di quel ricamare e tessere ipotesi e giudizi sulle storie di altri: farlo,solleva lo spirito, gli fa prendere una boccata d’aria nuova e lo prepara ad accogliere nuove stagioni della vita e nuove possibilità.  L’idea non è malvagia,tutt’altro, offre spunti di riflessioni non indifferenti, a volte anche spassosi! E’ curioso come le donne in Iran differiscano poco da quelle siciliane. La seconda volta che ho letto il fumetto, ho apprezzato di più il tutto,anche perché io stessa ero più matura, diversa. 

Volendo sorvolare sulla totale e quasi frustrante assenza di prospettiva e di vignette (ricordiamoci che la Satrapi nasce come illustratrice e non come fumettista),  il lettering è veramente pessimo. Pessimo perché vuole ricreare la freschezza di un font manuale senza però risultare leggibile e neanche gradevole,se posso aggiungere (ma certo che posso! 3:D)