"Tutti vorremmo avere un giorno perfetto, e spesso, quando capita, lo
diventa per qualcosa di molto piccolo che ci rallegra enormemente." E' questa la premessa che accoglie chi visita la nuova pagina Facebook che gestisco con Sergio Algozzino, un autore affermato che ha pensato bene di coinvolgermi in questo suo progetto. Un'iniziativa senza troppe pretese, genuina come i contenuti che propone. Volete dare un'occhiata? Basta un click!
Ho disegnato anche delle proposte che ci hanno fatto diversi utenti che ci seguono su Facebook, mi piacerebbe la cosa diventasse più interattiva e coinvolgere utenti anche dalla realtà dei blog. Quindi, per voi qual è il giorno perfetto? Scrivetelo nei commenti e le proposte più interessanti saranno realizzate.
E' da un po' che volevo parlare di questo libricino che ho tra le mani...
Nicola Lisci ed io ci siamo conosciuti alla Scuola del Fumetto di Palermo e abbiamo fatto presto a stringere amicizia. A quei tempi io ero molto emotiva e lui era sempre disposto ad ascoltarmi e a consigliarmi da buon amico. Siamo ancora in buoni rapporti nonostante siano trascorsi anni dalla fine delle lezioni e gli impegni ci rendano impossibile vederci come facevamo un tempo. Io mi sono irrobustita e lui nel frattempo è diventato un amorevole papà.
Disegnare per noi due è sia una passione, sia un mestiere. Abbiamo imparato tante nozioni sui banchi di scuola, abbiamo imparato tanto su noi stessi, sulle nostre capacità, sui nostri limiti. Siamo migliorati molto grazie agli insegnamenti dei docenti e grazie al nostro impegno e alla nostra dedizione.
Nicola non molto tempo fa ha realizzato una sua versione de Il Meraviglioso Mago di Oz, che ha dedicato alla figlia Alice.
Se i disegni a matita vi hanno incuriosito, aspettate di vedere la versione a colori. Il formato è leggero e maneggevole, occupa davvero poco spazio. Penso che questa versione de Il meraviglioso mago di Oz sia illustrato in maniera semplicemente squisita e che possa piacere molto ai bambini e ai genitori. Anche perchè il linguaggio è semplice ed immediato, approvato da Alice stessa (la figlioletta di Nicola) ottimo per far conoscere la storia ai più piccoli.
Per la stampa, Nick si è rivolto a StreetLib. Sinceramente io non conoscevo questo sito prima di parlarne con Nicola ma lui dice di essersi trovato molto bene. Con StreetLib puoi pubblicare la tua storia, distribuirla nelle
maggiori librerie online e stamparla in formato
cartaceo a un costo modesto.
Potete acquistare il libro illustrato anche voi da Amazon, basta cliccare qui !
Potete dare un'occhiata ad altri disegni di Nicola Lisci qui.
Autori: Sergio Algozzino, Deborah Allo Titolo: Il piccolo Caronte
Casa Editrice: Tunué
Collana: Prospero’s Book
Prezzo: € 16,90
Anno edizione: 2017
Formato: 19,5 x 27 , 144 pagine, cartonato a colori
La morte ha sempre affascinato l'essere umano e in qualsiasi epoca, cultura e religione da sempre c'è una figura sempre pronta ad accoglierci per accompagnarci nel mondo ultraterreno: lo psicopompo. Nella religione greca e nella religione romana, questa guida veste i panni di Caronte.
Nell'Eneide di Virgilio Caronte è un'entità neutrale, non giudica gli uomini ma
si limita a traghettarli nel mondo ultraterreno. Invece nella Divina Commedia di Dante Alighieri, Caronte è un bieco esecutore della volontà divina, è crudele, non ha scrupoli e maltratta le anime dannate. Ne Il piccolo Caronte di Sergio Algozzino è Caronte stesso a presentarsi al lettore: lui non esegue un lavoro, lui ha un ruolo!
"Il lavoro è uno strano modo che avete per obbligare qualcuno a fare qualcosa in cambio di qualcos'altro. Il ruolo è invece ciò che sei sempre e comunque.
Io sono Caronte e il mio ruolo traghettare le anime.
Conoscendo i vostri limiti nel vocabolario, ho evitato di dire che sono lo psicopompo dell'Oltretomba, termine che al massimo può suscitare qualche risatina ignorante.
Sono una specie di superstar."
Ma Caronte scompare e l'Oltretomba non può rimanere senza qualcuno che scorti le anime dei defunti. A prendere il suo posto perciò sarà il piccolo Mono, suo figlio. Un bambino spensierato che non ha per niente voglia di sostituire il padre e assumersi una tale responsabilità. Ma volente o nolente, Mono deve abbracciare il suo destino, anzi il suo ruolo. Mono deve compiere un viaggio, superare delle prove, conoscere delle persone che lo aiuteranno a capire chi è e chi deve diventare.
La canzone di questo videoclip si intitola "Caronte" ed è scritta ed eseguita da Sergio Algozzino, nonchè sceneggiatore di questo fumetto. A me piace davvero molto e l'ho ascoltata leggendo le ultime pagine del fumetto. Tra l'altro sul canale Youtube di Sergio,Memorie a 8 bit - Ukulele Manpotete trovare altre sue chicche.
ADORO i temi trattati e il modo in cui vengono trattati in questa storia: il senso della responsabilità, la curiosità di scoprire nuove realtà, la consapevolezza di se stessi e di come va avanti il mondo, i filtri attraverso i quali si osserva il mondo malato in cui viviamo. Il tutto incalzato da una narrazione fluida, dalla non troppo sottile ironia dello sceneggiatore e dagli eccezionali disegni di Deborah che sublimano il tutto. La spontaneità del suo tratto e i colori eterei sono qualcosa di ammirevole, ben realizzato. Deborah ha un approccio al lavoro davvero singolare. Sono molto contenta di osservare la loro crescita nell'ambiente del fumetto.
Nel video potete ammirare lo stupore e l'emozione della disegnatrice nel vedere per la prima volta il fumetto nel quale ha investito tutte le sue energie. Potrete notare la soddisfazione di vedere il proprio lavoro bello che finito!
Trovate Il piccolo Caronte nelle librerie e nelle fumetterie della vostra città oppure basta cliccare qui per ricevere a casa vostra questo gioiellino che certamente impreziosirà il vostro scaffale.
Se volete invece contattare gli autori di questo fumetto vi suggerisco le rispettive pagine Facebook:
Per concludere, un umile omaggio realizzato da me :-)
Mono in compagnia della moira Cloto, interagisce con l'anima di uno spermatozoo. Avete letto bene! L'anima di uno spermatozoo. L'Oltretomba ne è pieno! Potrà sembrare imbarazzante ed equivoco, ma in realtà nel fumetto si tratta di un passaggio tenero e tutt'altro che ridicolo o volgare.